- Il Napoletano non è un Dialetto, ma un linguaggio
vero e proprio. - Esso unisce suoni fonetici con immagini
gestuali che rendono l'espressione del pensiero completa di
tutti i requisiti necessari per una corretta interpretazione
da parte dell'interlocutore.-
- Questo tipo di linguaggio risulta molto difficile
per i non Napoletani perché non è il singolo vocabolo ad avere
una collocazione precisa nel discorso, ma l'abbinamento di
espressioni composte che determinano l'idea la quale si vuole
trasferire, in modo più o meno palese, in funzione delle condizioni
e necessità che originano il dialogo.-
- Non è quindi, un vocabolario vero e proprio
necessario ad una traduzione comprensibile ad un altro nostro
connazionale per non parlare di uno straniero, ma una serie
di detti popolari, ordinati alfabeticamente che possiamo definire
"Proverbi" perché, in definitiva è proprio il "Proverbio"
ad esprimere la saggezza di un popolo.-
- Bisogna tener conto che il Napoletano usa
prendersi gioco delle amarezze che la vita riserva ad ognuno:
Egli non le sottovaluta e tanto meno le ignora anzi egli è
in pratica, un realista che, però non raggiunge mai una forma
di cinismo puro, ma trasforma il tutto sconfinando in modo
assurdo, in una specie di ottimismo che lo caratterizza distinguendolo
tra tutti gli altri esseri umani.-
- Abbiamo raccolto i detti popolari che si sono
tramandati fino ai giorni nostri in una specie di vocabolario
ordinato in forma alfabetica per una migliore ricerca e conferire
al tutto una certa facilità di accesso alla raccolta.-
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